Banca Etica, gli opportunisti e il Movimento 5 Stelle

In questi ultimi giorni si sono verificati due fatti diversi e distanti ma che è possibile collegare: il grande successo elettorale del Movimento 5 Stelle, da un lato, l'inchiesta giudiziaria sulla compravendita del senatore Sergio De Gregorio ad opera di Silvio Berlusconi, dall'altro.

Quanto a De Gregorio, egli fa parte della discreta serie di singolari personaggi saliti sul carro dell'Italia dei Valori, il movimento politico formatosi attorno a Antonio Di Pietro, per valorizzare soprattutto se stessi.

Quanto al successo del Movimento 5 Stelle, è facile prevedere che fra le sue conseguenze ci sarà un infoltimento repentino delle sue fila. Molti saranno in buona fede, altri no, mentre fra le accuse più ricorrenti rivolte a Beppe Grillo c'è quella di controllare in modo quasi poliziesco requisiti e dirittura morale (secondo i parametri di Grillo stesso, ovviamente) dei portavoce del Movimento. Eppure, vivendo in Italia, non dovrebbe apparire tanto sconclusionata una determinazione feroce nel provare a evitare l'ingresso last minute di persone che vedono nel movimento non un'occasione d'impegno ma un'opportunità di visibilità personale.

La ricerca di una effettiva democrazia interna a un'organizzazione, del resto, pone diverse questioni. Una di queste è richiamata in quello che considero un bel passaggio del Codice Etico di Banca Popolare Etica. Lo riporto per intero.

Non opportunismo dei soci attivi

I soci che partecipano in maniera più attiva alla vita della Banca hanno maggiori opportunità di esercitare un'influenza nei principali eventi che caratterizzano la vita societaria, con il rischio di agire in base a un orientamento personale che non tenga conto sufficientemente delle posizioni dei soci meno attivi, limitandone così l'esercizio della partecipazione.

Al fine di ridurre tale rischio, BancaEtica:

1. si impegna a tenere tutti i soci, anche quelli meno attivi, costantemente aggiornati e informati sulle questioni rilevanti inerenti alla vita societaria;

2. adotta modalità partecipative diversificate in occasione dei momenti più importanti della vita societaria, al fine di favorire il maggior coinvolgimento possibile nei processi decisionali.

Commenti

Sono un cittadino di Ravenna di 39 anni che ha partecipato nel 2006 ad un progetto di housing sociale promosso dal proprio Comune. 
Il progetto prevedeva che i destinatari, selezionati attraverso un bando pubblico per meriti di reddito, fossero messi nelle condizioni di costruirsi la propria casa seguiti e aiutati da personale specializzato.
A tale scopo il Comune si avvalse di una organizzazione non governativa con esperienza in questo campo che aveva già realizzato progetti di autocostruzione assistita, Alisei Ong.
La gestione del cantiere da parte di Alisei Ong era totale, maestranze e direttore lavori, acquisto materiale, gestione burocratica e amministrativa.
Questa aveva anche un Istituto di Credito con cui aveva una collaborazione a livello nazionale, Banca Etica, pronta a finanziare il progetto. Dopo poco più di 2 anni la organizzazione sparisce lasciando le famiglie con un cantiere al 50% di avanzamento lavori e un debito di oltre 1 milione €. Nel 2012 le famiglie occupano il cantiere per 94 giorni e 94 notti, abitando gli scheletri di quelle che dovevano diventare le proprie case, senza luce, acqua, gas.
Queste le immagini di quei giorni: bit.ly/1ghUlzt
 
Come si dovrebbe comportare una banca etica nei confronti di un debitore che si trovasse nella difficoltà di restituire un prestito? Chiaro, non dovrebbe più esigere il proprio credito per non condannare quella persona che per un motivo o per un altro non lo può rifondere.
Già, ma Banca Etica il credito invece lo esige, proprio come una banca e ti pignora se non lo rifondi.
Proprio come è successo con gli autocostruttori di Filetto. VEDI: bit.ly/1gtJ3Zl
 
Ma come sono stati gestiti gli altri 15 cantieri sorti in tutta Italia?
 
Quello di Ravenna fa parte di un progetto denominato "UN TETTO PER TUTTI" che è avviato nel 2002 e prevede, nella sola regione Lombardia, la costruzione di 125 alloggi, nell'arco di tempo di 24 - 30 mesi.
Contemporaneamente il progetto viene proposto in Umbria, dove nel corso dello stesso periodo sono avviati 4 cantieri.
Nonostante le cose non procedano proprio a gonfie vele (i cantieri che dovevano durare 18-24 mesi in realtà da subito denunciano gravi ritardi), Alisei riesce a convincere anche il Comune di Ravenna, dove saranno avviati ben 3 progetti.
 
Il risultato di questo progetto è disastroso. Su circa 15 cantieri avviati (un cantiere anche in Veneto, in provincia di Padova) solo 4 vengono terminati, ma con gravi ritardi e difetti strutturali, gli altri sono abbandonati da anni al grezzo. Nella sola Lombardia sono stati "buttati" 11,8 milioni di finanziamenti pubblici.
 
Nonostante tutto ciò nel 2009 in Campania si decide di proporre la stessa metodologia, nel Comune di Villaricca e di Piedimonte Matese.
La regione mette a disposizione un finanziamento a fondo perduto di 850.000 €. Chi è il soggetto promotore e gestore? Alisei.
 
Chi finanzia i cantieri? Come al solito, sempre Banca Etica.
 
I meccanismi della truffa li dovranno scoprire la Magistratura, io sostengo che Banca Etica non potesse finanziare questi cantieri perché non si trovava nelle condizioni di terzietà richieste nella conduzione di un progetto di edilizia pubblica regolato da bando pubblico.
Il 30 dicembre 2013 gli autocostruttori di Filetto hanno depositato una causa civile nei confronti dei soggetti coinvolti: Alisei Ong, Banca Etica e Comune di Ravenna, perché sembra chiaro che ci siano responsabilità oggettive e indiscutibili da parte di tutti.
 
Per ulteriori approfondimenti vi segnalo il blog EQUILIBRIO1 

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