La statistica degli statisti e le città metropolitane

Ritratto fotografico di Giorgio Orsoni

I numeri sono una cosa bellissima. Per esempio, danno molte certezze anche se è un vero peccato che quelle certezze, a differenza dei numeri, abbiano dei limiti. Mi spiego subito. Se un anno mangio dieci carciofi, l'anno dopo 30 e quello dopo ancora neanche uno, sono certo dei carciofi che ho mangiato nel singolo anno, in una coppia di anni e perfino nella somma dei tre anni considerati. È anche sicuro che il secondo anno ne ho mangiati il triplo dell'anno precedente e che il terzo ho smesso di mangiarne. Conoscendo il prezzo dei carciofi, posso addirittura calcolare esattamente quanto ho speso per quel gustoso alimento nel periodo di tempo che scelgo di osservare.

E qui, però, la potenza dei numeri si ferma. Perché compro dei carciofi? Perché ne ho consumate quantità così diverse? Questione di gusto? Mia moglie era ghiotta di carciofi e poi abbiamo divorziato tanto che io, in preda alla depressione, ho smesso di mangiarne perché me la ricordavano troppo? Mi hanno diagnosticato un'allergia? Per saperlo occorrerebbero ulteriori domande, nuove risposte, probabilmente altri numeri: livello di reddito, composizione del nucleo familiare, risultati delle analisi del sangue ecc.

Insomma, i numeri dicono qualcosa, a volte molto, ma raramente tutto. A quanto pare, però, di fronte ai numeri, non tutti hanno la mia stessa prudenza. Giorgio Orsoni, per esempio, cammina sul filo delle cifre come neanche un acrobata da circo.

Siccome non tutti lo conoscono, informo che Orsoni Giorgio è l'attuale sindaco di Venezia, nel viso somiglia vagamente al giornalista Eugenio Scalfari e, per quel che qui interessa, è il “delegato alle Città metropolitane” dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).

Le cosiddette “Città metropolitane” sono, sostanzialmente, dei grandi agglomerati sovracomunali ai quali viene riconosciuta un'autonomia amministrativa, affiancandosi agli enti locali tradizionali: regioni, province, comuni. Previste per la prima volta nel 1990, poi inserite nella Costituzione nel 2001, fino ad oggi non sono state ancora effettivamente istituite.

Come accade, c'è chi le considera completamente inutili e chi invece le ritiene necessarie. Orsoni appartiene alla seconda schiera e in una conferenza stampa di qualche tempo fa ha snocciolato “alcuni numeri a sostegno della necessità di dare operatività alla riforma … ormai ferma da venti anni.” E quali sono i numeri di Orsoni? Eccoli:

  • il 39% dell'occupazione è concentrata nelle grandi città;

  • Il 50% degli addetti alle attività terziarie lavora nelle aree dove dovranno nascere le Città metropolitane;

  • Il 36% degli immobili (12 milioni di unità) italiani è ubicato nei grandi centri.

Dunque, conclude Orsoni, l'istituzione delle Città metropolitane non è più rinviabile perché è su tale istituzione che “si gioca la pianificazione strategica metropolitana che, se ben attuata, potrà favorire l'integrazione di politiche e servizi nell'ottica di una programmazione a lungo termine.

A dar manforte a Orsoni è intervenuto Graziano Delrio, già Ministro per gli affari regionali e ora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che, riferiscono, ha detto: “Penso che con l'istituzione delle città metropolitane si possano dematerializzare tutti gli atti burocratici nel giro di 12 mesi.

Sulle ali dell'entusiasmo di fronte al rigore logico di Orsoni e Delrio, mi sono provato anch'io a dilettarmi con dei progetti di riforma.

Riforma del campionato di calcio. Le città di Torino, Roma e Milano hanno il 30% delle squadre di serie A, perciò è necessario istituire un campionato metropolitano che, grazie alla dematerializzazione dei palloni, permetterà di disputare l'intero torneo nel giro di poche ore, con grande vantaggio per i tifosi ansiosi di conoscere il risultato delle partite.

Riforma dell'agricoltura. Il 90% delle attività agricole viene svolta su terreni agricoli e solo il 10% in serre chiuse, perciò è necessario istituire un registro delle produzioni agricole che permetta di conoscere quanti prodotti sono coltivati ricorrendo all'uso di macchine trebbiatrici.

Riforma del cinema. Il 70% dei biglietti d'ingresso viene venduto nei giorni festivi, perciò è necessario istituire dei cinema festivi dai quali, grazie alla dematerializzazione delle poltrone, gli spettatori usciranno non appena si sentiranno stanchi di stare in piedi, con beneficio per gli esercenti che potranno trovare rapidamente un posto agli spettatori in attesa.

Grazie ai numeri, progettare riforme è facile e divertente. Prova anche tu!

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