Tre biblioteche per una tesi

Fra il 1988 e il 1991 (ebbene sì, per completarla ho impiegato tre anni) la preparazione della mia tesi di laurea mi condusse in tre biblioteche. Erano anni ancora senza Internet, i computer stupivano, i mouse erano visti come una diavoleria non del tutto utile, le webcam erano ipotesi dei film di fantascienza. Quanto alle applicazioni, se adesso alzo lo sguardo alla barra degli strumenti di Open Office conto 40 icone che mi permettono di impostare quasi tutto con un clic. Vent'anni fa, per la tesi, stampai un intero capitolo sottolineato perché avevo dimenticato di digitare il comando Ctrl+S dopo una parola che si trovava in apertura del testo.

Erano anni ancora senza Internet ed io, senza sapere a che cosa sarei andato incontro, mi trovai ad affrontare lo studio della cosiddetta “autoquestione di incostituzionalità”, un istituto giuridico previsto dalla legge che, nel 1979, aveva istituito il Tribunale Costituzionale della nuova Spagna democratica.

La metafora del viaggio vale anche per la redazione di una tesi di laurea. Nel mio caso, però, il viaggio fu reale. Anzi, i viaggi. Il materiale che mi era necessario, infatti, l'avrei trovato in tre biblioteche diverse, nessuna delle quali nella città di Pistoia, dove vivevo, e tutte destinate a lasciare una traccia indelebile nella mia memoria.

Ma un blog ben fatto, ho sempre pensato, non deve avere articoli troppo lunghi. Perciò chiudo anticipando soltanto di quali biblioteche si trattava: la biblioteca del Real Colegio de España a Bologna, quella del Centro de Estudios Constitucionales a Madrid e quella dell'Istituto Universitario Europeo, a Fiesole, vicino Firenze.

P.S.
Nella foto, l'immagine in testa alla home page del sito della Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, presso la quale mi sono laureato.

 

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