Polli

I pulcini di Dorothy e le uova di Alessandro

Se mai ne fossi stato capace, La famiglia Winshaw, romanzo dell'inglese Jonathan Coe, è il libro che avrei voluto avere scritto io. Fra i molti motivi di quest'ammirazione, la capacità di usare informazioni tecniche per descrivere, senza mai perdere qualità letteraria, personaggi, ambienti, un'intera classe sociale.

Coe, purtroppo per lui e per noi, non ha più ripetuto il miracolo, perdendosi in intrecci elaborati e perfetti ma privi della riuscita miscela di passione civile e grande umanità che troviamo in La famiglia Winshaw. Io, invece, mentre sogno di scrivere un grande romanzo ho iniziato a acquistare, tramite il gruppo d'acquisto solidale a cui aderisco, le uova dall'allevatore Alessandro Cascini. Metodi biologici, rispetto per gli animali e, come per fortuna avviene spesso quando si partecipa a un gruppo d'acquisto, la disponibilità a raccontarsi, spiegando motivazioni personali e metodi di lavoro, e a dare informazioni o consigli ai clienti.

Così ho scoperto che dentro al guscio, oltre all'uovo, c'è un mondo. Il mondo delle uova di Alessandro, però, è assai diverso da quello dei polli allevati da Dorothy Winshaw. In uno dei passi più efficaci del romanzo di Coe sono descritte le innovazioni produttive che Dorothy, in qualità di presidente del Brunwin Group, introduce nell'allevamento dei polli per incrementare la produzione e risolvere alcuni problemi gestionali. Uno di questi, l'eliminazione degli inutili pulcini maschi, risultati insoddisfacenti la macinazione e il cloroformio, viene brillantemente risolto semplicemente stipando i pulcini in enormi sacchi provvidamente richiusi. Il peso e l'asfissia fanno il resto, senza i costi aggiuntivi per macchine e gas.

Coe ha ripreso quel passaggio da informazioni reali. Anche in Italia al giorno d'oggi, del resto, le cose non sono poi troppo diverse, come si può vedere in questo filmato.

E scritto ciò, vado a farmi una frittata con le uova di Alessandro.

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